I miei album preferiti: TOP 15 Rap francese

15 EDDY DE PRETTO – CULTE

Pop Rap catchy e testi curati nei particolari sono il biglietto da visita di Eddy de Pretto. Cure è un prodotto che risulta facilissimo all’ascolto e riesce a creare atmosfere gradevoli in ogni sua versione. Un riassunto di tutto il progetto si può trovare in Random, brano che ha ricevuto grandi consensi, e nel singolo – Normal – che affronta un tema molto caro al rapper francese: l’omosessualità e la sua visione nel mondo.

14 NAZA – C’EST LA LOI

Il club come target, il divertimento il modo per raggiungerlo. Nasa fa ballare tutto il 2018 con questo album che lo consacra tra i riferimenti afro trap/dance francesi. Stare fermi sentendo tutto il suo lungo lavoro è davvero impossibile. Il coinvolgimento è assoluto. La sua scansonatezza musicale si riflette sui testi che sono all’insegna del menefreghismo e dell’assoluta poca importanza data alla forma. 

13 MHD – 19

Il sig. Afro Trap in persona si presenta con il suo secondo album dopo aver segnato una breccia nel panorama musicale d’oltralpe. 19 come l’arrondissement di Parigi da dove viene e 19 come il nome della sua crew. La prova di maturità che tutti si sarebbero aspettati, però, non è del tutto superata: troppa sicurezza nei proprio mezzi, che culmina con banalità e nessun picco di innovazione. In compenso, il suo progetto ha un bel sapore internazionale e sarà, sicuramente, una solida rampa di lancio.

12 404BILLY – HOSTILE

Atmosfera musicale scura, bassi potenti, una voce profonda e flow accattivante: i componenti di Hostile. 404Billy non accetta richiami e autorità, il suo album è furioso e cattivo. Trascinante e strutturato per la chiusura col botto, la lunghezza ridotta (10 brani) ne consento una fruizione migliore. Damso, che l’ha sponsorizzato in più occasioni, è il suo controllo di qualità.

11 MEDINE – STORYTELLER

La risonanza mediatica avuta nel 2018 per il concerto annullato al Bataclan non rende assolutamente giustizia a Medine. Senza entrare in discorsi che non mi competono, il suo album Storyteller è un grande esempio di rap fatto come si deve nel 2018. Non presta troppo il fianco ai nuovi suoni e – come suggerisce il titolo – porta grande attenzione sui testi. La colonna sonora non è però scadente o lasciata lì, accompagnamento giusto e misurato per la struttura dei testi. Metà poeta e metà storico, come lui stesso dice.

10 DINOS – IMANY

Avere fede. In swahili è il significato di Imany. Dinos, parigino del Cameroun, la sua fede l’ha riposta con cura in questo suo album. I temi affrontati spaziano dall’amore ai problemi sociali affrontati, personalmente e per diretta conoscenza. Il suo rap è ruvido a tratti e si sposa a meraviglia con le sonorità adottate. Già dalla prima traccia si può ottenere un bel quadro generale.

9 KALASH CRIMINEL – LA FOSSE AUX LIONS

Il cappuccio nero più famoso di Francia esordisce con il suo primo album ufficiale e lo fa senza compromessi. A suo modo. Il suo rude modo di fare nelle canzoni arriva in maniera direttissima all’ascoltatore. L’oscurità delle atmosfere sonore inibiscono la tranquillità. La sua abilità nella spontaneità dei testi è un biglietto da visita goloso per tutti gli appassionati. Una grande concretezza abbinata a qualche novità più melodica sono gli ingredienti che convincono davvero in positivo.

8 NINHO – M.I.L.S 2.0

Street banger. Ho letto questa definizione in giro su siti a tema e l’ho trovata adatta a descrivere questo lavoro di Ninho. Costruito per funzionare, ma non banale e asettico. Le produzioni sono nuove e molto varie, stringono l’occhio a un po’ tutto quello che è di tendenza in giro per il mondo. Il suo racconto segue la stessa linea, storie d’amore e di strada si mescolano in un calderone che nel complesso funziona molto.

7 JUL – INSPI D’ALLEURS

Solo e inimitabile. Jul è una garanzia dal punto di vista qualitativo e quantitativo ormai da più di 15 anni, anche se di anni ne ha 28. Inspi d’alleurs è il primo dei due album pubblicati del 2018 e il quindicesimo della sua carriera. Free download o meno, il suo successo è sempre garantito. Giustificatissimo per questo suo lavoro in particolare. Tutto il campionario di Jul è espresso. Tracce fresche e ballabili si alternano a quelle sbruffone e caratteristiche del marsigliese.

6 LEFA – 3 DU MAT

Il racconto di una notte fino alle 3 del mattino, per arrivare poi alla consapevolezza dell’insonnia. Questo è quello che ci racconta la tracklist di 3 du mat di Lefa. In realtà ci sono analisi più sincere e profonde, accompagnate da punchline graffianti. Il tutto è accompagnato da un corredo musicale di tutto rispetto, che poco ha a che fare con i suoni del momento francesi. I beat sono molto vicini a quelli mad in USA, sporcati di Francia, che si adattano a perfezione all’accento e alla sua vena ballerina. L’impronta catchy di alcuni ritornelli completa un lavoro eseguito magistralmente.

5 DISIZ LA PESTE – DISIZILLA

Sorprendentemente nuovo. Disiz torna nel 2018 con un nuovo album che racconta meno di quello precedente, ma che segna un solco nel tempo. Un progetto figlio della voglia di esprimersi senza troppi pensieri posteriori. Un mix di consapevolezza, maturata ormai a 42 anni, e voglia dimostra sempre qualcosa. Il disco suona alla grande. I brani si susseguono senza sosta, creando continua aspettativa. Unico.

4 SCH – JVLIVS

L’impersonificazione in musica. JVLIVS rappresenta tutto quello che SCH è. Sicuro di sé, potente e senza freni. Il marsigliese, distruggendo beat scuri e cupi, è il vero volto “gangsta” francese. Impossibile non riconoscerlo. Unica pausa dal suo lei motif sono i pochi minuti di riflessione concessi nel brano dedicato alla madre. Il resto è un attacco frontale a tutti e tutto, restando il più vero possibile. Era mancato tanto alla scena.

3 DAMSO – LITHOPEDION

Damso è sicuramente un hitmaker, ma anche un’artista capace di sfornare pezzi di nicchia e super conscious. Lithopedion, come Ipseite l’anno scorso, rappresenta pieno questa sua natura. Finezza e ricercatezza nei suoni e una grande variegatura all’interno del progetto sin questione. Sa essere quasi hardcore, pop e riflessivo magari nello stesso brano. Sta facendo la storia e ne siamo tutti testimoni (certificazioni di platino nemmeno si contano più), la scalata verso l’Olimpo è ormai terminata.

2 CABALLERO & JEANJASS – DOUBLE HELICE 3

Dissacranti e senza regole. Il terzo episodio di Double Helice di Caballero & JeanJass non perde l’occasione per far parlare di sé. Punchlines ai limiti dell’assurdo e football-scheme entusiasmanti per gli amanti del gioco del pallone. L’alternarsi sulla traccia dei due rapper, poi, aiuta lo scorrimento liscio dei minuti d’ascolto. La modernità sonora delle produzioni le rende incalzanti e di perfetto accompagnamento. Quando l’alchimia tra due artisti è così speciale, il risultato ne risente sempre in maniera positiva – quest’album ne è la prova lampante -.

1 S.PRI NOIR – MASQUE BLANC

Qualcosa di veramente nuovo e inaspettato. Diretto, melodico e con un suono di base ammaliante. Masque Blanc è il capolavoro del 2018. L’equilibrio che si nota scorrendo le tracce è incredibile. Il suo flow cangiante assume le sembianze di un camaleonte, resta fedele alla musica di contorno. Sa quando prendersi sul serio, quando mantenere un tono più accusatorio e rende giustizia a ogni parte della sua personalità. Un ascolto vi sembrerà poco, due non abbastanza. Le influenze se rielaborate e fatte proprie possono essere solo forza e sfociare in innovazione. Il suo credo più evidente.