03 Greedo – The Wolf of Grape Street

03 Greedo non è, per nessun aspetto, un rapper comune. Ha 2/3 placche di metallo nel suo corpo. Ed è tatuato praticamente ovunque. Non sempre con buon gusto. Il suo album infatti non è di un comune umano. Incredibilmente bello. Malgrado non sia un’opera completamente originale (molti dei brani sono stati presi da vecchi suoi lavori). Assurdo come si possano trovare suoni e testi di ogni genere. Spazia senza timore. L’unica cosa monotematica è il suo flow. Sembra quasi cattivo. A mio parere oggetto di desiderio di tanti suoi colleghi. I testi, come dicevo, sono belli e interessanti. Anche lo sfasamento temporale nella loro scrittura aiuta. 21 tracce un po’ eccessive. Ma vi assicuro che quando arriverà un brano che incomincia ad annoiarvi, non temete, quello dopo vi spezzerà in due. Fate un salto temporale. Annullate i riferimenti. Ascoltate l’album e ringraziate Greedo. La nuova west coast.

Tracce preferite: Paranoid, Vulture, Substance, Baytoven.

 

Dave East – Paranoia 2

Dave East, poco da aggiungere. Questo ep potrebbe essere solo suo. Un po’ di sano old school e qualche richiamo a suoni più moderni. Un ponte. Non nascondo di “adorare” artisticamente il rapper di Harlem (vale lo stesso discorso fatto per Vince Staples però). Un flow che ti stende. Una voce che si miscela con le basi a puntino. Inizi ad ascoltare e per 56 minuti c’è solo lui. Malgrado la grandissima produttività degli ultimi mesi ha tanto da dire. Lui ce l’ha fatta. Qualche amico, però, l’ha perso per strada. Un lavoro che fa capire come Dave ce la possa sempre fare. Lottando. Dopo Paranoia: A true story, è arrivato P2. Arriverà presto il bello.

Tracce preferite: Maintain. Annoying, Talk to Big.

Rich Brian – Amen

Rich Brian, Rich Chigga, Brian. 3 nomi d’arte in meno di un anno per il rapper indonesiano (cresciuto artisticamente negli Stati Uniti d’America). Un’identità però ben definita.
Rappa con scioltezza su ogni traccia. Sembra nato per fare questo. Eppure non disdegna la strizzata d’occhietto alla trap più dadaista. Che di rap, a seconda di come la vediate, no ha tantissimo in ogni caso.
Punto debole, a mio parere, le produzioni. Poco originali. Suoni interessanti ma già ben noti.
Con i testi invece ci sa fare. Vena ironica fantastica e spirito da commediante. Senza però farsi mancare dell’introspezione qua e là.
Brian si sa far voler bene. E così sia.

Tracce preferite: cold, see me, glow like that, attention.