Lucki – Freewave 3

Asettico e monotono. Nonostante tutto, una manata dritta dritta in faccia. Lucki veleggia sulla traccia con una facilità incredibile. La sua voce è una spuma che si gonfia a comando. L’album in poco meno di 30 minuti lascia un retrogusto dolcissimo. Ascolto dopo ascolto si apprezza sempre di più. Il suo metamorfismo negli anni – malgrado ne abbia solo 22 – l’ha portato ad una consapevolezza unica. Il rapper di Chicago non lesina su nessun argomento, tralasciando il superfluo e gli orpelli. Il lavoro dei produttori e soprattutto quello di CHASETHEMONEY si sente eccome. L’808 è un background perenne. L’impatto che tutto il lavoro riesce ad avere è solenne. La nuova Chicago sta monopolizzando la scena USA e Lucki può ritagliarsi il suo spazio. Lo merita e Freewave 3 è il suo pass.

Tracce preferite: More Than Ever, Believe the Hype, Glory Boy, Let’s See.

Lil Durk – Signed To The Streets 3

A volte ci vuole tempo per assimilare le cose. Avrò sentito almeno 4 album diversi di Lil Durk che mi conducevano alla stessa reazione: non fa per me. Poi SS3. Tutt’un’altra storia, mai avere pregiudizi. Durkio è forte, adesso lo so. Durkio non scherza, il suo trascorso lo conferma. Quest’album é la trasposizione di quello che è. Di quello che è stato. La sua capacità melodica a volte rende più piacevoli anche storie dure. La scelta delle produzioni è sempre calzante – anche nell’integrarsi con gli ospiti -. Il suo flow non è particolarmente originale, piuttosto è riconoscibile. Sai chi è ad avere tra le mani il microfono. Staccare la spina e ascoltare il rapper di Chicago è una testimonianza di passione. Nei confronti di questo genere e di sé stessi.

Ps. It is What it is è, probabilmente, la mia traccia preferita del 2018. Leggete il testo, ripetetelo e riascoltate.

Tracce preferite: It is What It is, Downfall, Preach, 1oo Grand.

Joey Purp -QUARTERTHING

Le capacità camaleontiche che dimostra in questo album Joey Purp sono spiazzanti. Ad un primo ascolto è difficile capire cosa si sta ascoltando per davvero. Spaziare in così tanti flow, basi e suoni è sinonimo di talento e opportunismo oppure un simbolo di poca concretezza e visione collettiva? Spazzati via i dubbi, quando la voce e la musica passano in cuffia per la seconda volta, è molto semplice arrivare alla conclusione. Lavoro eccezionale, ai limiti dell’impeccabile. Senza subirne l’urto si salta da chitarroni e batteria da band alla cassa dritta e bassi devastanti. Incredibilmente moderno. I testi parlano di una Chicago diversa dal quella Drill e caratteristica della nomea di Chiraq. Frasi semplici ma caratteristiche. Sogni e qualche racconto di vita non semplice. La, anche, innata capacità di rendere godibile parole sconclusionate in rima. Senza un vero significato. QUARTETHING rappresenta per il rapper classe 93′ un bel distacco dal passato artistico, un percorso simile a quello che è stato di Vince Staples con Big Fish Theory. Esperimento riuscito che lo colloca nel girone di chi ce l’ha fatta. Rap consistente e sperimentazione. Finalmente.

Tracce preferite: Hallelujah, Look at my wrist, Fessional/Diamonds dancing, Karl Malone.

Noname – Telefone

Non ho preconcetti riguardo il rap praticato dal gentil sesso, ma ammetto, che prima di questo favoloso album ero scettico di poter trovare qualcosa che mi suscitasse davvero interesse. Quindi per qualsiasi persona pensi che le donne non sappiano “rappare” consiglio assolutamente questo lavoro. Tutto perfetto, musica di accompagnamento, la sua voce, il suo flow spaziale. Tutte le tracce hanno una certa soluzione di continuità dato che simulano una telefonata un po’ malinconica e sofferente che la cantante rivolge ad un interlocutore. Io onestamente già dal primo ascolto ne sono rimasto estasiato, spero succeda con voi.
Tracce preferite: yesterday, diddy bop, forever.