03 Greedo – The Wolf of Grape Street

03 Greedo non è, per nessun aspetto, un rapper comune. Ha 2/3 placche di metallo nel suo corpo. Ed è tatuato praticamente ovunque. Non sempre con buon gusto. Il suo album infatti non è di un comune umano. Incredibilmente bello. Malgrado non sia un’opera completamente originale (molti dei brani sono stati presi da vecchi suoi lavori). Assurdo come si possano trovare suoni e testi di ogni genere. Spazia senza timore. L’unica cosa monotematica è il suo flow. Sembra quasi cattivo. A mio parere oggetto di desiderio di tanti suoi colleghi. I testi, come dicevo, sono belli e interessanti. Anche lo sfasamento temporale nella loro scrittura aiuta. 21 tracce un po’ eccessive. Ma vi assicuro che quando arriverà un brano che incomincia ad annoiarvi, non temete, quello dopo vi spezzerà in due. Fate un salto temporale. Annullate i riferimenti. Ascoltate l’album e ringraziate Greedo. La nuova west coast.

Tracce preferite: Paranoid, Vulture, Substance, Baytoven.

 

Lil Dicky – Freaky Friday (feat. Chris Brown)

Un nome una garanzia il rapper di Philadelphia. Il suo nuovo brano, uscito in concomitanza nel giorno del suo compleanno (15/03), è un unicum nella scena. Comedy rap. Questo il suo sotto genere. Ascoltando il brano e vedendo lo spettacolare video su Youtube (le scenette finali da pellicola cinematografica) lo si intuisce. La compagnia di Chris Brown nel pezzo è forse troppo ingombrante. Non apprezzo tantissimo la sua vena melodica. Quando parte invece la strofa di Dicky è un’apoteosi. Capacità tecniche invidiabile. Nella canzone dice di essere un rapper atipico e di essere poco popolare. Detto fatto. Credo che la storia cambierà.

BROCKHAMPTON — SATURATION III

La vostra Boyband preferita. Così fieramente si fanno chiamare. C’entrano però poco con i Backstreet boys (mi dispiace per mia sorella che magari ci stava sperando). L’ultimo lavoro presenta una crescita incredibile rispetto ai due precedenti (SATURATION I e II). Soprattutto risultano molto più maturi. I suoni dell’album sonno coerenti e centrati. Essendo quasi 10 a rappare nell’intero lavoro si trova un vasto assortimento di flow. Per tutti i gusti. Sicuramente nessuno convenzionale. Le produzioni sono davvero al limite. Spingono tanto. Assolutamente coinvolgenti. Migliorano anche nei testi. D’amore, “ludici”, impegnati… poi gli skit in spagnolo. Una chicca. Sono bravi. Sono giovani. Andando avanti così diventeremo tutti fan boy/girl.

Tracce preferite: ZIPPER, BLEACH, STUPID, LIQUID.

 

Intervista con Why Khaliq

Fortunato. Come dicevo nella recensione del suo album. Soprattutto, adesso si capisce meglio, perchè ho avuto la possibilità di poter interagire con Khaliq in prima persona.

Why Khaliq è un rapper che viene dal Minnesota (US). Ma mi è sembrato davvero vicino. Il suo recente album è stato recensito da Pitchfork, una degli webzine più in vista in America, e ha ottenuto i favori della critica. Valutato 7.8/10. Cordiale e disponibile. Le sue produzioni video, piccoli capolavori (lascio i link in coda).

Attraverso un contatto telefonico e via mail sono riuscito a ottenere la risposta a qualche domanda che avevo da fargli.

Il risultato è questo.

Eugenio: Ciao Khaliq, prima di tutto, partendo dal nome dell’album, pensi che questo possa essere “il seme di senape” per te e la tua famiglia?

Why Khaliq: Si,sicuro. Penso che sia la partenza del mio viaggio. Una parte dell’essere “un seme di senape” è andare avanti nei momenti difficili e io ne ho attraversati molti durante la composizione dell’album.

Ma pensare di partire nel modo giusto con autostima e tutto quello si cui si ha bisogno è la fiducia che serve per fare qualcosa di grande.

E: I testi infatti sono fantastici nel tuo lavoro, pensi che nel 2018 aumenterà l’attenzione verso questi anche negli album delle major?

W: Assolutamente, penso che i testi stiano di nuovo diventando importanti. Ci sarà sempre un artista che ha qualcosa da dire, non credi??

E: Adesso sono curioso di sapere qual è la tua traccia preferita all’interno dell’album e perchè? Te lo dico subito, la mia è Smile.

W: Anche la mia preferita è Smile o The mustard seed. Ho messo davvero tanto di me che non tutti conoscono in Smile. come ad esempio la perdita di mia mamma e la battaglia che ne deriva con la religione e la fede. L’outro è tutto quello che ho attraversato in una canzone e ho semplicemente rilasciato tutte le mie emozioni all’interno.

E: Penso che il tuo sia l’album perfetto per chiunque ami il rap, perché è un mix di differenti genere, correnti e stili di rap. Quali sono le tue influenze?

W: Ti ringrazio. Le mie influenze sono le cose che sono e succedono attorno a me. Come la vita reale. Sicuramente però ci sono altri musicisti, tra i più vari, che influenzano la mia musica come Kendrick Lamar, Biggie, Tupac, Isaiah Rashad, Mick Jenkins, J Cole … gente di questo tipo.

E: Per concludere, quando hai pensato di poter affrontare un discorso serio nel rap e hai pensato “si, da oggi sono why khaliq, ce la posso fare”?

W: Il momento in cui c’ho creduto seriamente ho scoperto di stare diventando a breve padre di una bambina, ed è quello che mi ha spinto a fare di più e pensare che questo è quello che voglio fare. È stata sicuramente la cosa che mi ha dato più forza.

Ringrazio di cuore Khaliq e rinnovo i miei più sinceri auguri per il futuro.

(disponibile l’intervista in lingua originale, su richiesta via mail)

Why Khaliq – The mustard seed

Sono stato fortunato a trovarlo, chissà se è la musica a cercarti o viceversa. Un album che definirei completo sotto ogni punto di vista. A livello musicale nelle 12 tracce si soddisfano tutti i palati. Sperimenta, rispetta la “tradizione” ma non si perde mai il lungo filo conduttore. Il livello lirico è allo stesso livello, spaccati di vita vissuta con le ansie per l’essere diventato padre. Determinazione e “struggle” per arrivare in cima. Facile intuire la sensibilità innata dell’artista. Sono certo vi colpirà da subito, alla prima nota, alla prima parola .-Il seme di Mostarda è piccolo, ma una volta nel terreno cresce ed è capace di accogliere chi ne ha bisogno-

Tracce preferite: Smile, Collection day, my jam e mustard seed.

Dave East – Paranoia 2

Dave East, poco da aggiungere. Questo ep potrebbe essere solo suo. Un po’ di sano old school e qualche richiamo a suoni più moderni. Un ponte. Non nascondo di “adorare” artisticamente il rapper di Harlem (vale lo stesso discorso fatto per Vince Staples però). Un flow che ti stende. Una voce che si miscela con le basi a puntino. Inizi ad ascoltare e per 56 minuti c’è solo lui. Malgrado la grandissima produttività degli ultimi mesi ha tanto da dire. Lui ce l’ha fatta. Qualche amico, però, l’ha perso per strada. Un lavoro che fa capire come Dave ce la possa sempre fare. Lottando. Dopo Paranoia: A true story, è arrivato P2. Arriverà presto il bello.

Tracce preferite: Maintain. Annoying, Talk to Big.

Rich Brian – Amen

Rich Brian, Rich Chigga, Brian. 3 nomi d’arte in meno di un anno per il rapper indonesiano (cresciuto artisticamente negli Stati Uniti d’America). Un’identità però ben definita.
Rappa con scioltezza su ogni traccia. Sembra nato per fare questo. Eppure non disdegna la strizzata d’occhietto alla trap più dadaista. Che di rap, a seconda di come la vediate, no ha tantissimo in ogni caso.
Punto debole, a mio parere, le produzioni. Poco originali. Suoni interessanti ma già ben noti.
Con i testi invece ci sa fare. Vena ironica fantastica e spirito da commediante. Senza però farsi mancare dell’introspezione qua e là.
Brian si sa far voler bene. E così sia.

Tracce preferite: cold, see me, glow like that, attention.

Tierra Whack – Mumbo Jumbo/Shit happens

Colpire nel segno. Questi due brani di Tierra whack l’hanno fatto in pieno. Ancora una donna a fare breccia nel mio cervello (sigh!).Mumbo Jumbo è una traccia non facile da capire. Sembra borbottare le parole, quasi non avesse voglia. Se è questo quello che pensi, ha vinto.Il testo infatti è fatto da parole vere. Un amore perso.Il secondo brano è un viaggio. O meglio un viaggio nell’auto della rapper. Ti cattura e poi lascia dopo 3.02 minuti. Così ha deciso. (copertina singolo in evidenza)

Belly – Mumble rap

Belly in questo album, “mangia” letteralmente ogni beat. Davvero capace di intrattenere nel vero senso della parola anche solo attraverso le cuffiette.
Flow che non sarà certo una novità ma come riesce a spingere l’ascoltatore su di giri è unico. Quando parte sembra davvero difficile fermarlo.
Liricamente è parecchio vario e interessante. Impara a parlare inglese unicamente ascoltando rap, il suo vocabolario ne è la testimonianza vivente.
Il titolo dell’album potrebbe trarre effettivamente in inganno, ma lui del masticare le parole se ne frega.
La nazionalità del rapper (Giordano/Canadese) potrebbe cozzare col intento del mio blog.
Eh vabbè, capita.

Tracce preferite: Mumble Rap, Clean edit, Alcantara

Cousin Stizz – one night only

Difficile dirsi cosa ti può conquistare di questo album, ma forse anche per questo tutte le canzoni sono passate a ripetizione nelle mie cuffie. Poco da spiegare, un richiamo quasi naturale verso uno stile preciso e ben allineato. Produzioni minimal e un flow che galleggia calmo e cadenzato. Debutto in major per il rapper di Boston che non cambia tanto la linea dei lavori precedenti ma che definisce ancora di più i canoni su cui si basa la sua musica. Testi a loro volta leggeri e molto caratteristici della scena rap attuale che sono un bene per un ascolto ancora più fluido. Le collaborazioni invece rendeno al massimo e partecipano forse per le migliori canzoni nell’album, Offset e G-eazy poi sono perfetti per avere quel giusto rapporto tra risonanza mediatica e risultato a livello musicale.

Tracce preferite: Lambo, Neimans Barneys e Switch places